Ermes (Mercurio)

Ermes (Mercurio), protettore del commercio, dei viaggiatori, dei ladri, dell’eloquenza, dell’atletica, delle trasformazioni, della velocità, della destrezza e della farmacia. La storia, la mitologia, la leggenda, il Regno, i riti e le celebrazioni

Ermes (Mercurio)
Mercurio, conosciuto anche come “Mercurius” in latino, è una figura della mitologia romana con diverse caratteristiche. È considerato il protettore del commercio, dei viaggiatori, dei ladri, dell’eloquenza, dell’atletica, delle trasformazioni, della velocità, della destrezza e della farmacia.

Figlio di Giove e Maia, è noto per la sua straordinaria velocità e viene spesso raffigurato con ali ai piedi o con sandali alati, simboleggianti il suo ruolo di messaggero degli dei.

Altri simboli importanti includono il petaso, copricapo dei viaggiatori, e il caduceo, che rappresenta il bene e il male dell’umanità equilibrati dal bastone del dio. Le ali simboleggiano l’intelligenza che domina la materia attraverso la conoscenza. Anche se non è originariamente parte del pantheon romano, Mercurio è stato aggiunto in seguito ed è assimilato al dio greco Ermes e all’etrusco Turms.

Mitologia di Ermes (Mercurio)
Mitologia greca

Nella mitologia greca, Mercurio è descritto come il figlio di Zeus e della ninfa Maia. Era considerato il messaggero degli dei, protettore dei viaggiatori, e aveva anche sotto la sua custodia la comunicazione, l’inganno, i ladri, i truffatori, i bugiardi e le sostanze. Era associato anche alla divinazione.

Mitologia romana

Nella mitologia romana, Mercurio non solo simboleggiava la velocità e i ladri, ma era anche considerato il dio degli scambi, del profitto del mercato e del commercio. Il suo nome latino deriva probabilmente dal termine “merx” o “mercator“, che significa mercante.

A Roma, un tempio dedicato a Mercurio fu eretto vicino al Circo Massimo sulle pendici dell’Aventino nel 495 a.C.

Secondo un passaggio di Tito Livio, la questione della consacrazione del tempio di Mercurio portò a una disputa tra i consoli Publio Servilio Prisco Strutto e Appio Claudio Sabino Inregillense. Alla fine, il popolo assegnò l’onore della consacrazione a Marco Letorio, un centurione, come un’offesa ai consoli.

Si narra anche che Mercurio ebbe un figlio di nome Evandro, mitico fondatore della città di Pallanteo sul Palatino a Roma, dalla ninfa Carmenta.

Mitologia celtica, britannica e germanica

Nella mitologia delle tribù celtiche e germaniche, i Romani interpretarono gli dei locali come manifestazioni o aspetti dei propri dei, in un fenomeno noto come interpretatio romana. Mercurio, ad esempio, era particolarmente popolare tra le popolazioni sottomesse all’Impero Romano, considerato l’inventore di tutte le arti secondo quanto riportato da Giulio Cesare. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che, nel sincretismo romano, Mercurio era identificato con il dio celtico Lugus, spesso associato alla dea Rosmerta.

Inizialmente, Lugus era considerato una divinità della luce o del Sole, simile al dio romano Apollo, ma la sua importanza nel commercio lo rese più assimilabile a Mercurio. Apollo, d’altra parte, venne associato alla divinità celtica Belenus dai Romani.

Oltre ai Celti, i Romani associarono anche Mercurio al dio germanico Wotan, seguendo l’interpretatio romana. Tacito, uno scrittore romano del I secolo, identificò Wotan come la divinità principale dei popoli germanici.

Animali, piante, metalli, pianeti sacri a Ermes (Mercurio)

Gli elementi sacri a Mercurio sono facilmente identificabili poiché portano il suo nome: il pianeta Mercurio e il metallo mercurio. Sono associati al dio per la loro velocità: il mercurio, chiamato anche “argento vivo“, è noto per la sua fluidità e il pianeta Mercurio ha il periodo di rivoluzione più breve intorno al Sole, trascorrendo solo 7,33 giorni in ciascuna costellazione dello Zodiaco.

L’animale sacro a Mercurio era il gallo, simbolo della transizione dalla notte al giorno. La tartaruga è un altro animale associato a Mercurio, poiché compare nel mito dell’invenzione della lira, attribuita al dio fanciullo che utilizzò il guscio di una tartaruga. Anche l’ariete, che compare nel mito del vello d’oro, è considerato sacro a Mercurio, oltre che a Marte, per il suo ruolo nella storia in cui il dio scacciò una pestilenza dalla città di Tanagra portando un ariete attorno alle mura.

La pianta sacra a Mercurio era la lavanda, associata alla capacità di favorire le trasformazioni e spesso utilizzata in occasioni di grandi cambiamenti, come i matrimoni. Altre piante considerate sacre a Mercurio includevano la portulaca e il cinquefoglio, per la loro tendenza a diffondersi rapidamente, e la mercorella, il cui nome suggerisce un legame con il dio romano e che era considerata un ingrediente importante nella ricerca della pietra filosofale, sia per il suo aspetto simile al mercurio metallico quando essiccato, sia per le sue presunte proprietà erboristiche e curative attribuite a Mercurio.

Storia di Ermes (Mercurio)

Nella prima religione romana, Mercurio non era incluso tra i Numi indigeni. È stato introdotto successivamente, durante il periodo della Repubblica Romana, sincretizzando con la religione greca e influenzato anche dagli etruschi, che veneravano un dio simile chiamato Turms. Da Hermes, Mercurio ha ereditato molti attributi, come le ali ai piedi, il cappello alato e il caduceo, un bastone con due serpenti intrecciati donato da Apollo. Era spesso accompagnato da un gallo, simbolo del nuovo giorno, un ariete o una capra, che rappresentavano la fertilità, e una tartaruga, legata alla leggendaria invenzione della lira.

Come Hermes, Mercurio era il messaggero degli dei, il patrono dell’eloquenza e del commercio, soprattutto del grano. Veniva anche considerato un dio dell’abbondanza e del successo commerciale, soprattutto nelle regioni della Gallia. Assumendo il ruolo di psicopompo, guidava le anime dei defunti nell’aldilà e, secondo Ovidio, trasportava i sogni di Morfeo agli umani addormentati.

Le prove archeologiche di Pompei indicano che Mercurio era uno degli dei romani più venerati. Era raffigurato sulle prime monete di bronzo della Repubblica Romana, i Sestanti e la Semioncia, confermando la sua importanza come dio del commercio.

Nella Bibbia

Nella Vulgata, Mercurio viene menzionato in Proverbi 26:8, in relazione all’usanza pagana del “gettar sassi nel vaso di Mercurio“. Questo passo è spiegato nella Summa theologiae di Tommaso D’Aquino, dove si discute del motivo per cui anche i principi e i prelati, seppur cattivi, vengono onorati. Si fa riferimento al commercio, attribuito dai pagani a Mercurio, e all’atto di gettare sassi in una somma di calcoli, chiamata “mucchio di Mercurio“, come simbolo di onore attribuito a uno stolto. Questo è uno dei pochi riferimenti a divinità, popoli o luoghi del mondo greco-latino presenti nella traduzione dell’Antico Testamento, insieme al riferimento ai Lacedemoni in 1 Maccabei 12:1-10.