Il fantasma di Pia de’ Tolomei

La figura di Pia è una delle tante anime che Dante incontra durante il suo viaggio nell’aldilà e che gli racconta la propria storia

Il fantasma di Pia de' Tolomei

Deh, quando tu sarai tornato al mondo
e riposato de la lunga via […] ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma
“.

Traduzione: “Quando ritornerai sulla Terra e ti sarai riposato dal lungo e stancante viaggio, ricordati di pregare per me che sono la Pia: lo sa bene colui che si promise a me in matrimonio e mi donò il suo anello. Sono nata a Siena e sono stata uccisa nella Maremma“.

Il passaggio citato è tratto dal Canto V del Purgatorio della Divina Commedia di Dante Alighieri e parla di una donna chiamata Pia. La figura di Pia è una delle tante anime che Dante incontra durante il suo viaggio nell’aldilà e che gli racconta la propria storia.

Poco si sa della vera identità di Pia, tuttavia gli storici hanno cercato di ricostruire la sua storia basandosi su quanto narrato da Dante. Pia sarebbe stata una nobildonna di Siena appartenente alla famiglia dei Tolomei, che fu data in sposa a Nello d’Inghiramo dei Pannocchieschi. Poco tempo dopo il matrimonio, il marito l’avrebbe uccisa, spingendola giù dalla rupe del castello dove vivevano, in Maremma. Il motivo di questo gesto sarebbe stato la sua infedeltà o perché Nello si era invaghito di un’altra donna.

Oggi, nelle vicinanze del castello, c’è un ponte di epoca romana che è chiamato “Ponte della Pia” perché si crede che lo spettro della donna appaia durante le notti d’estate passeggiando o piangendo. Il ponte è stato un tempo molto importante perché collegava Siena alla Maremma Toscana, ed è stato lì che Pia usava trascorrere il suo tempo libero, facendo lunghe passeggiate e leggendo.

La storia della Pia continua a essere un fascino per molte persone e molti visitano il ponte sperando di vedere l’anima senza pace di Pia. La sua figura è diventata un simbolo di ingiustizia e violenza subita dalle donne, rappresentato dalle parole di Dante Alighieri.