Cipresso (Cupressus sempervirens): significato e simbologia

Il Cipresso è un genere di pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Cupressaceae e può raggiungere i 50 metri di altezza

Cipresso (Cupressus sempervirens): significato e simbologia
Significato e simbologia del Cipresso. I Cipressi sono un genere di piante sempreverdi (Cupressus sempervirens) appartenenti alla famiglia delle Cupressaceae che possono raggiungere anche i 50 metri di altezza. Sono originari di Turchia, Iran settentrionale e Cipro, mentre altre di Messico e California. Alcuni Cipressi si possono trovare anche nel deserto del Sahara.

Venne diffuso nel Mediterraneo durante l’epoca romana. Oggi, infatti, sono presenti in tutte le regioni dell’emisfero settentrionale che presentano un clima caldo o temperato-caldo.

Caratteristiche del Cipresso

Nel primo anno di vita il Cipresso si presenta con dei piccoli aghi che poi cadranno lasciando spazio alle foglie vere e proprie.

Riesce a vivere per diverse centinaia di anni, ma raggiunge la sua piena maturità molto lentamente, impiegando molto tempo prima di toccare la sua altezza definitiva.

Si presenta con una chioma affusolata a forma piramidale e molto ramificata. I rami sono molto esili e ospitano tantissime foglie ridotte a squame, strettamente addossate le une alle altre o divaricate all’apice.

In alcune specie di Cipresso il colore delle foglie appare di un verde molto scuro, mentre in altre presentano un colore verde-azzurro molto particolare. I fiori sono poco appariscenti mentre i frutti appaiono come coni legnosi dalla forma tondeggiante divisi in diverse squame. Le squame, raggiunta la maturità, tendono man mano ad aprirsi rilasciando dei piccoli semi. Il legno è profumato, con note speziate.

Varietà di Cipresso

Esistono almeno 100 varietà di Cipresso, ma è possibile distinguere 2 sottogruppi: le horizzontalis (dove i rami sono perpendicolari al tronco) e le pyramidalis (dove i rami assumono la caratteristica forma a piramide).

I Cipressi più noti sono:
  • Cipresso dell’Arizona (o Cipresso argentato): in età matura si espande anche in larghezza, toccando i 5 metri di diametro. Le foglie sono di colore grigio-azzurro e viene utilizzato come albero da ornamento.
  • Cipresso calvo (o Taxodium Distichum): alto anche fino a 40 metri, con la corteccia rossastra e una chioma molto rigogliosa. Viene impiegato per la sua funzione di frangivento.
  • Cipresso del Kashmir: caratterizzato da foglie pendenti molto vistose che contribuiscono ad ampliare il diametro della pianta. La sua altezza non supera i 20 metri.
Proprietà del cipresso

Il Cipresso viene utilizzato in erboristeria perché risulta essere ricco di flavonoidi, polifenoli, tannini. Queste sostanze denotano tutta una serie di proprietà con effetti diretti sulla microcircolazione. Altri benefici sono stati riscontrati per l‘azione antinfiammatoria dei disturbi a carico del sistema respiratorio.

Origine e significato del Cipresso

L’origine mitologica del Cipresso è narrata nella leggenda greca di “Ciparisso“. Apollo, il dio del sole, si era invaghito della bellezza del giovane Ciparisso, che aveva per compagno un cervo addomesticato. Mentre un giorno si esercitava con l’arco, Ciparisso colpì mortalmente il cervo. Fu così tanta la disperazione che implorò a sua volta la morte. Apollo, commosso dal dolore del suo amato, lo trasformò in un albero al quale dette il nome di “Cipresso“. Da allora diventò il simbolo del lutto e dell’accesso all’eternità.

Simbologia del Cipresso

Il Cipresso lo si trova spesso nei pressi dei cimiteri perché simboleggia l’immortalità come emblema della vita eterna dopo la morte. Per il suo erigersi verso l’alto, indica l’anima che si avvia verso il regno celeste.

È l’albero di Ade, dio dei morti. I sacerdoti di Ade usavano le foglie per farne delle corone o se ne cospargevano le vesti durante i sacrifici.

Curiosità sul Cipresso

Il Cipresso è stato introdotto in Italia probabilmente ad opera dei Fenici.

Il nome del genere deriva da Cyprus (nome latino dell’isola di Cipro, dove la pianta era nota da tempi remoti).

Nell’antico Egitto si utilizzava esclusivamente legno di cipresso per costruire i sarcofagi, gli egiziani si servivano di oli essenziali, tra cui quello di cipresso, per imbalsamare i corpi dei defunti perché sapevano che esso era in grado di bloccare, in quanto antisettico e antibatterico, la proliferazione dei microbi e quindi il processo di decomposizione.

Il suo legno molto duro è utilizzato per la costruzione di mobili in quanto il suo odore aromatico lo preserva dalle tarme.

Un tempo era utilizzato per la costruzione delle navi, data la sua grande resistenza all’umidità.

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